sabato 22 febbraio 2014


L’Ombra del Gran Sasso

(Leggenda abruzzese) di Alfredo Niceforo

 

…Narrava la leggenda :

 

… Erano i tempi remoti delle fate e dei geni,

quando per i campi sbocciavano i fiori fatati e le stelle dei cieli

erano la guida ai giovani cavalieri smarriti nei boschi.

Tutte le sere, appena il velo misterioso delle tenebre scolorava, nella valle,

gli alberi e la campagna, il giovane ardito fra le fronde del parco

 trovava la castellana bionda che l’attendeva piena d’amore :

 e la in faccia al mistero della notte e dell’azzurro del cielo

era un sussurrio d’amore, un mormorio di baci. Ma una sera, il giovane

non venne, e la castellana si fece triste, né più per l’avvenire

la coppia amorosa ebbe i colloqui d’amore tra le fronde del parco.

Lei era bella, era bionda, aveva lo sguardo celeste e profondo come il mare,

lontano lontano sulla vetta del monte gigante spuntava il fiore bianco,

il fiorellino d’argento che svelto da una fanciulla abbandonata

avrebbe subito fatto tornare l’infedele amante alla fede di prima,

e allora la fanciulla bionda si mise alla ricerca del fiorellino d’argento….







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